Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per l’area metropolitana di Venezia e le province di Βelluno, Padova e Treviso

Un pavimento a mosaico di età romana imperiale riaffiora a Concordia Sagittaria (Ve)

Dalle grandi città ai piccoli borghi, spesso basta un piccolo scavo per riportare alla luce preziose testimonianze del passato.

Data:
12 Luglio 2021

Un pavimento a mosaico di età romana imperiale riaffiora a Concordia Sagittaria (Ve)

Dalle grandi città ai piccoli borghi, spesso basta un piccolo scavo per riportare alla luce preziose testimonianze del passato.
E’ il caso del ritrovamento di un 𝐫𝐚𝐟𝐟𝐢𝐧𝐚𝐭𝐨 𝐩𝐚𝐯𝐢𝐦𝐞𝐧𝐭𝐨 𝐚 𝐦𝐨𝐬𝐚𝐢𝐜𝐨 𝐝𝐢 𝐞𝐭𝐚̀ 𝐫𝐨𝐦𝐚𝐧𝐚 𝐢𝐦𝐩𝐞𝐫𝐢𝐚𝐥𝐞, due anni fa, 𝐚 𝐂𝐨𝐧𝐜𝐨𝐫𝐝𝐢𝐚 𝐒𝐚𝐠𝐢𝐭𝐭𝐚𝐫𝐢𝐚 (𝐕𝐞), in occasione di un intervento di sostituzione delle torri faro del campo sportivo, presso l’oratorio parrocchiale Santo Stefano Protomartire di via Spareda.
Durante i lavori, eseguiti in assistenza archeologica, in corrispondenza della torre nord-orientale è riaffiorato il pavimento, dando il via alle consuete indagini, curate dalla dott.ssa De Lucca della ditta Diego Malvestio e C., con la direzione scientifica del funzionario archeologo di zona della nostra Soprintendenza, Maria Cristina Vallicelli, grazie alla collaborazione e alla disponibilità della Parrocchia di Santo Stefano.

Il mosaico, che doveva appartenere ad un prestigioso edificio dell’antica colonia di Iulia Concordia, presenta una pregevole decorazione a motivi geometrici in tessere bianche e nere, con cornice a meandri e campo a ottagoni di losanghe fiancheggiati da rettangoli; tracce del suo uso e degrado si possono riconoscere nei rifacimenti e rattoppi in cementizio e formelle quadrangolari di marmo, che testimonierebbero un utilizzo prolungato del piano pavimentale.

Per quanto possibile, l’area di scavo è stata ampliata per mettere in luce la sua estensione: il mosaico infatti, seppur intaccato dal plinto della torre faro e inciso dalla posa di una vasca a nord-est, si sviluppa a nord e a est proseguendo oltre i limiti dello scavo. A ovest e a sud, invece, i limiti del pavimento sono definiti dalle due trincee di spoglio dei muri che delimitavano l’ambiente su questi lati.
Per non interferire con il mosaico il nuovo plinto è stato realizzato più a sud, in un settore libero da evidenze archeologiche; inoltre, per garantirne una corretta conservazione e nell’ottica di una sua eventuale futura valorizzazione, è stato rimosso il vecchio basamento in cemento che lo copriva parzialmente.

L’importante rinvenimento arricchisce il già ampio quadro conoscitivo dell’antica Concordia ma non ci deve stupire.
L’area, infatti, si colloca nel cuore della colonia romana, immediatamente a est della piazza forense che ne costituiva il centro civile e amministrativo, e non è nuova a rinvenimenti archeologici. Già nel 1978, sul lato occidentale del campo sportivo, in occasione di lavori presso la tribuna si rinvenne un altro pavimento a mosaico in bianco e nero, con reticolo di fasce ornate da quadrati e losanghe, anch’esso conservato in situ e rinterrato.

Ultimo aggiornamento

19 Luglio 2021, 15:15