La Soprintendenza vigila sul progetto di restauro e valorizzazione degli affreschi del “Pordenone” nella Cappella Malchiostro, all’interno della Cattedrale di Treviso
Ha preso il via recentemente il progetto di restauro “Pordenone, luce nuova”, un nuovo e significativo intervento conservativo che interesserà gli affreschi della Cappella Malchiostro nella Cattedrale di Treviso, realizzati da Giovanni Antonio de’ Sacchis, detto “il Pordenone”. Il restauro è possibile grazie al mecenatismo culturale di Save Venice, organizzazione non profit americana dedita alla salvaguardia del patrimonio culturale non solo di Venezia ma anche di altre città venete. La Soprintendenza svolge un importante ruolo di vigilanza sul restauro e su quella che sarà la valorizzazione dell'opera.
Data:
17 Marzo 2026
Ha preso il via recentemente il progetto di restauro “Pordenone, luce nuova”, un nuovo e significativo intervento conservativo che interesserà gli affreschi della Cappella Malchiostro nella Cattedrale di Treviso, realizzati da Giovanni Antonio de’ Sacchis, detto “il Pordenone”, artista tra i protagonisti della pittura del primo Cinquecento nell’Italia settentrionale.
Il restauro è reso possibile grazie al generoso sostegno di “Save Venice”, organizzazione non profit americana dedita alla conservazione del patrimonio artistico di Venezia, che da alcuni anni ha allargato i suoi interventi anche in altre città del Veneto, tra cui Treviso, e che già aveva finanziato quattro anni fa il restauro dell’Annunciazione di Tiziano Vecellio, opera nata proprio nel contesto della Cappella Malchiostro https://www.soprintendenzapdve.beniculturali.it/conclusi-i-lavori-di-restauro-dellannunciazione-di-tiziano-il-dipinto-torna-a-splendere-sullaltare-della-cappella-malchiostro-nella-cattedrale-di-treviso/
Tra il 1519 e il 1520, l’influente canonico Broccardo Malchiostro affidava, infatti, la decorazione pittorica della cappella ai due grandi artisti del Rinascimento: Tiziano, autore della pala d’altare dell’Annunciazione appena citata e il Pordenone, incaricato di affrescare le pareti e la cupola, che ha fatto per secoli da scrigno al gioiello tizianesco. Sono proprio gli affreschi, tra cui la sontuosa Adorazione dei Magi, i capolavori al centro dell’intervento di restauro appena iniziato, finanziato, appunto, dal mecenatismo di Save Venice, a completamento del recupero conservativo del complesso decorativo della Cappella.
Un ruolo centrale nel progetto, sia per la vigilanza sul restauro che per quella che sarà la valorizzazione dell’opera, è svolto dalla Soprintendenza, espresso nelle parole della Soprintendente, dott.ssa Marta Mazza: “Gli affreschi del Pordenone hanno sempre avuto una grandissima potenza formale e cromatica, che saprà sorprenderci ancora di più quando, a fine restauro, su questi affreschi si potrà percepire una luce nuova. Sono opere che hanno già subito dei restauri in epoche trascorse e oggi dobbiamo dimostrare la maturità di saperci rapportare con interventi conservativi precedenti. E questo per noi è un grandissimo impegno professionale e tecnico”.
Il restauro diventa così non solo un’operazione tecnica, ma anche un momento di ricerca e di riflessione metodologica sulla tutela del patrimonio.
Un cantiere per riscoprire la pittura del Pordenone
Il restauro, affidato alla restauratrice Valentina Piovan con un gruppo di giovani professionisti e sotto la direzione dell’architetto Rossella Riscica, interesserà gli affreschi che decorano le pareti della Cappella. L’intervento avrà una durata di circa otto mesi e farà ricorso a tecnologie diagnostiche avanzate, tra cui l’utilizzo di un fascio laser per la pulitura delle superfici pittoriche. I primi saggi hanno già restituito risultati promettenti, rivelando la ricchezza cromatica e la straordinaria qualità tecnica dell’opera del Pordenone.
Accanto al restauro materiale delle superfici dipinte, il progetto prevederà anche uno studio di fattibilità per la ricostruzione virtuale e proiezione digitale degli affreschi perduti della cupola della cappella, distrutti durante i bombardamenti della città nel corso della Seconda guerra mondiale.
Il progetto rappresenta anche un’importante occasione di studio su un momento cruciale della carriera dell’artista friulano: la sua presenza a Treviso intorno al 1520, quando si presenta come pictor modernus in un contesto segnato dal confronto con il grande maestro cadorino Tiziano Vecellio.
Proprio la presenza nella Cappella dell’Annunciazione di Tiziano – restaurata quattro anni fa sempre grazie a Save Venice – ha contribuito ad avviare una virtuosa collaborazione tra istituzioni e ad uno scambio culturale tra territori. La pala, in previsione dell’allestimento del cantiere, è stata temporaneamente trasferita alla Pinacoteca Civica Francesco Podesti di Ancona, dove sostituisce in questi giorni un’altra pregevole pala tizianesca, “La Vergine con il Bambino in gloria, con i santi Francesco e Biagio e il donatore Alvise Gozzi”, attualmente in prestito a Pieve di Cadore per la mostra “Tiziano e il Paesaggio. Dal Cadore alla Laguna”, allestita presso il Palazzo della Magnifica Comunità di Cadore nell’ambito dell’Olimpiade Culturale Milano-Cortina 2026. Unica opera che il pittore abbia firmato come “Titianus Cadorinus”, la pala Gozzi è particolarmente significativa per la mostra che lo celebra nella sua terra natale.
Questa circolazione di opere e iniziative dimostra come progetti di restauro possano diventare motore di valorizzazione culturale su scala più ampia, mettendo in dialogo comunità, istituzioni e territori diversi.
Il valore del mecenatismo culturale
Il costo complessivo dell’intervento, pari a circa 300.000 euro, è sostenuto integralmente da Save Venice grazie al contributo del mecenate americano Arnold M. Bernstein, in onore dei celebri produttori di animazione William Hanna e Joseph Barbera, creatori di cartoni animati come Tom e Jerry, che da bambino gli ispirarono l’amore per la pittura.
L’iniziativa conferma il ruolo fondamentale del mecenatismo internazionale nella salvaguardia del patrimonio italiano, ma anche la necessità di una stretta collaborazione con le istituzioni pubbliche e con gli enti ecclesiastici locali.
La delicata operazione di trasporto dei dipinti tizianeschi è stata invece finanziata dall’italiana DBA Group, azienda con sede a Villorba, le cui origini famigliari sono in Cadore.
Il progetto “Pordenone, luce nuova” dimostra come il restauro di un’opera d’arte possa diventare un momento di crescita collettiva. Attraverso la cooperazione tra enti pubblici, istituzioni ecclesiastiche, fondazioni e sponsor privati, il patrimonio culturale continua a generare relazioni e nuove opportunità di conoscenza.
In questo contesto, il ruolo della Soprintendenza rimane essenziale: garantire che ogni intervento di valorizzazione si fondi su solide basi scientifiche e rispetti l’integrità delle opere, affinché esse possano continuare a parlare alle generazioni future.



Photo credit: Diocesi di Treviso
Ultimo aggiornamento
17 Marzo 2026, 10:13
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