Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per l’area metropolitana di Venezia e le province di Βelluno, Padova e Treviso

Archivio

L’archivio della Soprintendenza rappresenta e conserva la memoria storica e attuale della storia istituzionale e culturale dell’ente.

Un archivio è paragonabile a un luogo di conoscenza, un deposito di memoria collettiva nel quale è possibile rinvenire la documentazione prodotta e acquisita da un soggetto/ente pubblico durante lo svolgimento della propria attività istituzionale nei rapporti con altri enti sia pubblici che privati.

L’archivio assolve a molteplici diverse funzioni: la produzione di documenti in maniera ordinata e funzionale, la produzione di documenti in maniera autentica e probatoria, la conservazione dei documenti non in modo ridondante ma secondo quei principi stabiliti allo scopo di conservare perennemente la documentazione considerata di vitale importanza per la ricostruzione culturale futura dell’attività dell’ufficio. 

Queste tre funzioni consentono di fatto all’utente l’accesso ai documenti sia ai fini dell’interesse amministrativo legale che ai fini della consultazione volta a scopi storici e culturali.

 

L’archivio della Soprintendenza rappresenta e conserva la memoria storica e attuale della storia istituzionale e culturale dell’ente.

Il suo complesso archivistico si presenta costituito dall’aggregazione di articolati complessi documentari provenienti dalla Soprintendenza Archeologia del Veneto (con denominazione e competenza territoriale più volte mutate nel corso degli anni, e con documentazione a partire dal 1909) e dalla Soprintendenza Belle Arti e Paesaggio per le province di Venezia, Belluno, Padova e Treviso, esistente fino al 2016 e risultante dall’accorpamento, avvenuto nel 2014, della Soprintendenza per i Beni Architettonici e Paesaggistici (con documentazione a partire dal 1883) e dalla Soprintendenza per i Beni Storici, Artistici ed Etnoantropologici (con documentazione a partire dal 1890), anch’esse testimoni, negli anni, di cambiamenti di denominazione e di competenze.

Nella sua globalità l’archivio misura 4921 metri lineari ed è conservato in più sedi di deposito: a Padova, presso la sede di Palazzo Folco e presso il deposito di Via Malta; a Venezia, presso la sede di Palazzo Soranzo Cappello; a Stra, presso il deposito di Villa Pisani.

La documentazione è di straordinaria importanza per la ricostruzione dell’attività di tutela, restauro, conservazione e valorizzazione in campo archeologico, monumentale, paesaggistico nonché storico-artistico già messa in campo sul finire del XIX secolo dallo Stato Italiano. Un’azione, peraltro, di fondamentale rilievo nella protezione e conservazione del nostro patrimonio culturale, duramente minacciato dai conflitti esplosi durante le due guerre mondiali. Si deve segnalare inoltre, la presenza di consistenti nuclei archivistici di fotografie, mappe e disegni che raccontano la storia delle città e del paesaggio e che permettono di ricostruirne le vicende e i cambiamenti attraverso tutto il novecento.

Sono in corso attività di riordino e inventariazione dell’archivio i cui esiti confluiranno nella redazione di uno strumento di corredo inventariale finalizzato alla consultazione e alla ricerca anche da remoto della documentazione d’interesse.

L’accesso all’archivio va concordato su appuntamento, previa richiesta formale da effettuarsi mediante l’invio dei moduli scaricabili dalla pagina → Accesso agli atti; Accesso civico generalizzato; Accesso agli archivi delle sedi di Padova e Venezia

 

Si veda anche:

→ RAPTOR
→ Emergenza Coronavirus. Avviso per la redazione del documento di verifica preliminare dell’interesse archeologico (D. lgs. 50/2016, art. 25)
Archivi(v)o – Un archivio vivo



L’archivio fotografico


Beni architettonici

L’archivio fotografico della Soprintendenza comincia a formarsi nella seconda metà degli anni Settanta, quando l’ufficio viene costituito quale organo periferico del nuovo Ministero per i beni culturali e ambientali (1975), a seguito della suddivisione di competenze territoriali, facenti capo fino ad allora all’unica Soprintendenza ai monumenti medioevali e moderni con sede a Palazzo Ducale (Venezia).Le foto conservate in archivio, relative alle province di Venezia (escluso il centro storico e i comuni di gronda lagunare), Belluno, Padova e Treviso, fanno parte, fino alla metà degli anni ‘70 del novecento, del corpus originario proveniente appunto dalla Soprintendenza di Venezia e Laguna e, successivamente, fino agli anni 2000, dell’attività di documentazione intrapresa dal nuovo Istituto.  Soggette a tutela in quanto essi stessi beni culturali, i negativi storici e le schede con le stampe d’epoca e i cui primi esemplari risalgono alla fine dell’800, sono stati oggetto di un lungo lavoro di ricondizionamento e digitalizzazione.Le tipologie di soggetti ripresi, oltre a quelli di carattere più strettamente architettonico che rappresentano la parte più consistente dell’archivio, comprendono l’ambiente naturale e il paesaggio e consentono di leggere, attraverso questo particolare “punto di vista”, fatti e avvenimenti che hanno segnato la storia e le trasformazioni del nostro paese.

Oltre alle migliaia di fotografie, negativi storici, pellicole, stampe e lastre fotografiche originali, sono conservati in Archivio Disegni elaborati grafici, prodotti fin dai primi del ‘900, che documentano l’attività di tutela sui beni architettonici. Per questi materiali è attualmente in corso un lavoro di digitalizzazione in collaborazione con l’Archivio di Stato di Venezia.



Beni storico artistici

L’archivio fotografico relativo ai beni storico-artistici della Soprintendenza ha sede a Palazzo Soranzo-Cappello, a Venezia, ed è composto dal materiale prodotto ed acquisito a partire dal 1975, anno di istituzione della Soprintendenza per i beni Storico Artistici del Veneto. Questo segmento di archivio, che conserva materiale sia fotografico che cartaceo, è in continua e rapida crescita e da alcuni anni è oggetto di una progressiva operazione di digitalizzazione dei dati e di messa in sicurezza delle matrici.

L’elemento portante della raccolta è costituito dalla documentazione di restauro, tratto peculiare e principale testimone delle scelte e delle linee di indirizzo della Soprintendenza. Oltre alle fotografie, in questa sezione si conservano anche i materiali tecnici relativi agli interventi di restauro: relazioni, indagini diagnostiche, elaborati grafici. Altra fonte di accrescimento della raccolta è rappresentata dal materiale iconografico relativo all’attività di catalogazione dei beni culturali del territorio di riferimento. Infine, completa l’archivio le serie di fotografie delle  campagne di documentazione realizzate in occasione di particolari esigenze di tutela e valorizzazione del patrimonio artistico. Attualmente sono archiviate oltre 100.000 immagini analogiche e 80.000 immagini digitali. E’ presente anche un piccolo nucleo di positivi fotografici storici, databili a partire dall’inizio del XX secolo.

Beni archeologici

L’archivio fotografico relativo ai beni archeologici conta circa 265.000 report registrati sul database digitale interno, di cui circa 198.000 fanno riferimento a negativi/lastre/diapositive, mentre le altre si riferiscono alle riprese digitali. Le fotografie sono relative agli scavi archeologici eseguiti dalla Soprintendenza dai primi del ‘900 e foto di reperti archeologici, anche conservati nei depositi della Soprintendenza. Le fotografie analogiche sono conservate nella sede di Padova dell’Ufficio, a Palazzo Folco.

Si veda anche:

→ Fornitura, esecuzione e riproduzione di immagini di beni culturali 

Ultimo aggiornamento

1 Giugno 2021, 13:42