Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per l’area metropolitana di Venezia e le province di Βelluno, Padova e Treviso

Tutela

Che cos'è la tutela e come si esplica l'azione di tutela della Soprintendenza

Che cos’è la tutela?


L’art. 3 del Codice dei beni culturali (d’ora in avanti “Codice”), ispirato ai principi dell’art.9 della Costituzione della Repubblica Italiana, riporta che la tutela consiste in ogni attività diretta a riconoscere, proteggere e conservare i beni che costituiscono il nostro patrimonio culturale con il fine di poter essere fruito pubblicamente dalla collettività.


La tutela si esplica in:

  • prevenzione (controllo degli interventi di natura pubblica e privata, in base alle normative nazionali e degli enti locali)
  • riconoscimento, anche tramite il procedimento di verifica o dichiarazione dell’interesse culturale di un bene, a seconda della sua natura proprietaria;
  • protezione, intesa come limitazione delle situazioni di rischio connesse al bene culturale nel suo contesto;
  • conservazione, mediante una coerente, coordinata e programmata attività di studio, prevenzione, manutenzione e restauro, volta a preservare l’autenticità dei beni culturali e a garantirne la trasmissione al futuro, facilitandone la lettura senza cancellarne le tracce di passaggio nel tempo.

Che cos’è un bene culturale?

La definizione di “bene culturale” è riportata negli articoli 2 e 10 del Codice dei beni culturali | Approfondimento


La Soprintendenza assolve alle sue funzioni di tutelare il patrimonio culturale e il paesaggio del territorio di competenza, anche in coordinamento con i sovraordinati Uffici ministeriali, mediante una serie di iniziative e di procedimenti tecnico-amministrativi, previsti dal Codice, da altre norme nazionali o di enti locali; i principali tra questi procedimenti sono:

  • Autorizzazioni relative a lavori e a interventi di qualunque genere sui beni culturali, ai sensi degli art. 21-22 del Codice, ivi compresi gli interventi di restauro sugli stessi, gli interventi conservativi volontari o imposti (artt. 30-32 del Codice), l’esecuzione di opere o lavori in prossimità di beni culturali (cd “aree di rispetto” – artt. 45-48 del Codice), l’apposizione di manifesti e cartelli pubblicitari su beni culturali (art. 49 del Codice);
  • procedimenti di individuazione delle “aree di rispetto” e di definizione delle prescrizioni volte a garantire il rispetto delle condizioni di luce, prospettiva e decoro dei beni culturali (art. 45-47 del Codice);
  • procedimenti di verifica di interesse culturale e di dichiarazione di interesse culturale, ai sensi degli art. 12-16 del Codice;
  • Autorizzazioni relative allo spostamento temporaneo o definitivo di beni culturali (art. 21 del Codice);
  • autorizzazioni all’ alienazione, alla concessione, alla permuta di beni culturali appartenenti al demanio culturale (artt. 53-58 del Codice).
  • Autorizzazione alla riproduzione dei beni culturali (artt. 107-110 del Codice)


Per quanto riguarda, nello specifico, l’ambito paesaggistico:

  • partecipazione alla pianificazione paesaggistica (art. 135 del Codice);
  • partecipazione alla dichiarazione di notevole interesse pubblico paesaggistico (art. 136-140 del Codice);


Per quanto riguarda, nello specifico, l’ambito archeologico:

  • attività di archeologia preventiva nell’ambito di lavori pubblici (D. Lgs. 42/2004, art. 28; D. Lgs. 50/2016, art. 25);
  • indagini archeologiche in aree tutelate ai sensi delle parti II e III del Codice;
  • indagini archeologiche in aree di rischio perimetrate ai sensi delle norme degli enti locali;
  • scavi archeologici programmati (scavi di ricerca), ai sensi dell’art. 88 del Codice;
  • vigilanza sugli scavi in concessione di ricerca, cioè condotti da soggetti terzi formalmente autorizzati dal Ministero ai sensi dell’art. 89 del Codice;

Ultimo aggiornamento

31 Maggio 2021, 16:09