Padova, Caffè Pedrocchi – L’intervista della Soprintendente chiarisce la posizione della Soprintendenza

La Soprintendenza ha preso atto del dibattito cittadino e delle oggettive problematiche da esso sollevato e si impegna ad un dialogo costante con l’Ente proprietario, il Comune di Padova, in un’ottica di collaborazione sempre viva tra le amministrazioni, che, ferme restando le esigenze di tutela e di conservazione del bene monumentale - ambito nel quale la Soprintendenza esercita una vigilanza costante - si estenda anche alle questioni di utilizzo e di gestione del sensibile complesso. E’ un nuovo punto di partenza per prendersi cura di un bene identitario della città di Padova, patrimonio della collettività, con la programmazione di un dialogo sistematico tra le istituzioni che sono deputate alla sua cura, ed auspicando una gestione del bene guidata dalla consapevolezza dei valori culturali di cui esso è portatore. Nell'articolo è disponibile l'intervista alla Soprintendente, dott. ssa Marta Mazza.

Data:
13 Febbraio 2026

Padova, Caffè Pedrocchi – L’intervista della Soprintendente chiarisce la posizione della Soprintendenza

La querelle legata allo storico Caffè Pedrocchi, esplosa nelle ultime settimane tra le colonne de Il mattino, ha certamente chiamato in causa la Soprintendenza, considerato il clima di crescente tensione attorno alla gestione del complesso monumentale jappelliano. Proponiamo l’intervista rilasciata al quotidiano dalla nostra Soprintendente, dott.ssa Marta Mazza, su un tema che sta ricevendo la massima attenzione da parte di questo ufficio, che da sempre vede nella propria missione istituzionale la necessità di contemperare le esigenze di tutela con quelle della valorizzazione, vigilando che quest’ultima sia rispettosa dei valori culturali del bene, soprattutto in quei beni che hanno una finalità commerciale intrinseca come il Caffè Pedrocchi.
La Soprintendenza ha dunque preso atto del dibattito cittadino e delle oggettive problematiche da esso sollevato e si impegna ad un dialogo costante con l’Ente proprietario, il Comune di Padova, in un’ottica di collaborazione sempre viva tra le amministrazioni, che, ferme restando le esigenze di tutela e di conservazione del bene monumentale – ambito nel quale la Soprintendenza esercita una vigilanza costante – si estenda anche alle questioni di utilizzo e di gestione del sensibile complesso.
E’ un nuovo punto di partenza per prendersi cura di un bene identitario della città di Padova, patrimonio della collettività, con la programmazione di un dialogo sistematico tra le istituzioni che sono deputate alla sua cura, ed auspicando una gestione del bene guidata dalla consapevolezza dei valori culturali di cui esso è portatore.

Intervista estrapolata da Il Mattino di Padova del 13 febbraio 2026

Intervista estrapolata da Il Mattino di Padova del 13 febbraio 2026

Ultimo aggiornamento

13 Febbraio 2026, 13:27