Museo Gypsotheca Antonio Canova di Possagno (Tv): riapre l’Ala Scarpa dopo i lavori di restauro realizzati dalla Soprintendenza
Venerdì 29 maggio 2026, al termine dei lavori di restauro iniziati a giugno 2025 al Museo Gypsotheca Antonio Canova a Possagno, riapre al pubblico l’Ala progettata da Carlo Scarpa, testimonianza tra le più significative del dialogo tra architettura e patrimonio artistico del Novecento. Gli interventi sono stati realizzati dalla Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le Province di Padova, Treviso e Belluno, diretta dalla Soprintendente Marta Mazza, in collaborazione con Fondazione Canova presieduta da Massimo Zanetti, il Comune di Possagno, guidato dal sindaco Valerio Favero, e l’Università IUAV di Venezia, con un finanziamento straordinario del Ministero della Cultura di 460.000 euro, grazie alla richiesta dell’allora Soprintendente Fabrizio Magani.
Data:
29 Maggio 2026
Venerdì 29 maggio 2026, al termine dei lavori di restauro iniziati a giugno 2025 al Museo Gypsotheca Antonio Canova a Possagno, riapre al pubblico l’Ala progettata da Carlo Scarpa, testimonianza tra le più significative del dialogo tra architettura e patrimonio artistico del Novecento.
Gli interventi sono stati realizzati dalla Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le Province di Padova, Treviso e Belluno, diretta dalla Soprintendente Marta Mazza, in collaborazione con Fondazione Canova presieduta da Massimo Zanetti, il Comune di Possagno, guidato dal sindaco Valerio Favero, e l’Università IUAV di Venezia, con un finanziamento straordinario del Ministero della Cultura di 460.000 euro, grazie alla richiesta dell’allora Soprintendente Fabrizio Magani.
Realizzata nel 1957, l’Ala Scarpa, estensione della neoclassica gypsotheca, rappresenta una delle opere più importanti dell’architetto veneziano e, al tempo stesso, una struttura particolarmente delicata, sia per le ardite soluzioni tecniche adottate all’epoca, implementate in corso di esecuzione per dare forma a un’idea formale tanto splendida quanto poco definita in fase progettuale, sia per la complessità della sua conservazione nel tempo.
Il progetto di restauro è stato preceduto da un lungo lavoro di studio e analisi, fondamentale per comprendere le trasformazioni che hanno interessato l’edificio nel corso degli anni: dalla ricognizione bibliografica e archivistica alle campagne di acquisizione strumentale in situ, fino all’interpretazione critica dei dati, condotte in collaborazione con l’Università IUAV di Venezia. Nel gruppo di ricerca, coordinato da Emanuela Sorbo con la collaborazione di Gianluca Spironelli e Tommaso Moretto, un ruolo strategico è stato svolto dal sistema dei laboratori IUAV – CIRCE, LabSCo e FisTec.
I lavori si sono concentrati sul cosiddetto Cannocchiale, uno degli spazi più iconici dell’Ala Scarpa, culmine del percorso scarpiano e principale focus percettivo verso le ‘Tre Grazie’.
Il progetto è stato sviluppato dallo studio Muratori e Zanon di Padova e verificato e validato in tutte le fasi dal RUP (Responsabile Unico del Progetto), l’ex Soprintendente di Padova Vincenzo Tiné, in dialogo con la direttrice del Museo Canova Moira Mascotto, Emanuela Sorbo, il direttore operativo Andrea Mantovani e Maria Grazia Martin, restauratrice della Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le Province di Padova, Treviso e Belluno.
Una prima fase urgente dei lavori ha riguardato la protezione della copertura e la messa in sicurezza dell’area, con particolare attenzione al sistema di smaltimento delle acque piovane, individuato come una delle principali cause del degrado. Successivamente, con i lavori curati dalla ditta Merotto Bau in collaborazione con Asolo Restauri, si è proceduto al rifacimento della copertura, recuperando e riutilizzando, dove possibile, i materiali originali.
All’interno del Cannocchiale sono stati restaurati intonaci, superfici in pietra, elementi lignei e metallici, con lavori curati dalla ditta specializzata OG2 Garbuio, con interventi mirati alla conservazione dell’aspetto originario degli ambienti.
Anche le grandi vetrate sono state oggetto di interventi di protezione e messa in sicurezza.
Parallelamente è stato avviato un progetto pilota, curato da Andrea Mantovani in collaborazione con Siro Andrich e la ditta Passarella Restauri, con la supervisione dell’attuale Soprintendente Mazza, dedicato a una delle teche espositive progettate da Carlo Scarpa. L’obiettivo dell’analisi e dello smontaggio e rimontaggio controllato era quello di elaborare un modello di riferimento per i futuri interventi di restauro dell’intero sistema di strutture espositive, ai fini conservativi delle medesime e di messa in sicurezza, anche antisismica, delle opere d’arte contenute o supportate.
La già assicurata disponibilità di nuovi fondi da parte del Ministero della Cultura consentirà di estendere all’intero allestimento dell’Ala Scarpa queste importanti acquisizioni conoscitive e progettuali.
Ala Scarpa restaurata, Museo Gypsotheca Antonio Canova, Possagno (TV). Ph credits: Lino Zanesco
Ultimo aggiornamento
29 Maggio 2026, 12:58
SOPRINTENDENZA ARCHEOLOGIA, BELLE ARTI E PAESAGGIO PER LE PROVINCE DI PADOVA, TREVISO E BELLUNO 


