I cantieri della Soprintendenza | Abbazia cistercense di Santa Maria di Follina (Treviso)

La Soprintendenza svolge anche attività di tutela diretta sul patrimonio culturale, valutando lo stato di conservazione dei beni e l’opportunità di programmare una serie di interventi tramite l’ausilio di fondi ministeriali. Qui un approfondimento sul progetto volto alla riduzione della vulnerabilità sismica dell'abbazia.

Data:
22 Agosto 2023

I cantieri della Soprintendenza | Abbazia cistercense di Santa Maria di Follina (Treviso)

Localizzazione
Follina (Treviso), via Pallade

Edificio
Abbazia cistercense di Santa Maria

Proprietà
Proprietà demaniale (chiostro duecentesco); Parrocchia della Madonna del Rosario di Follina (chiesa, sacrestia, Sala del Capitolo, parlatorio, Sala del Consiglio, chiostrino dell’Abate con giardino antistante); Provincia Veneta dell’Ordine dei Servi di Maria (antiche cucine e la cosiddetta “Ala dei conversi”)

Fonte di finanziamento
Legge 11 dicembre 2016, n. 232, art. 1, comma 140

Importo
€ 580.000,00

Relazione storico-artistica
L’esistenza della prima comunità monastica a Follina, con ogni probabilità appartenente all’ordine benedettino, si desume da un documento storico del 1127. Numerose fonti datano all’anno 1146 il successivo insediamento dei Cistercensi, che portarono il complesso abbaziale al massimo splendore nel XIII e nel XIV secolo.

Nel 1578 l’Abbazia passò ai Camaldolesi, fino alla soppressione del 1771, in seguito alla quale i fabbricati furono venduti e suddivisi tra varie famiglie, che fecero edificare sul lato addossato alla chiesa, alterando considerevolmente il chiostro.
Il complesso, gravemente danneggiato durante la prima guerra mondiale, è stato restaurato tra il 1919 e il 1921 dopo l’insediamento dell’Ordine dei Servi di Maria (1915).

La chiesa abbaziale, in gran parte realizzata nel Trecento e costruita nel sito di due edifici preesistenti all’attuale, è a tre navate con pianta a croce latina e area absidale formata da ampio coro quadrato, introdotto da un grande arco acuto e fiancheggiato da una cappella a due piani per lato.

La facciata, dalle linee essenziali, è caratterizzata dalla presenza del rosone, del portale centrale la- pideo cuspidato e di due portali laterali, di datazione più tarda.

All’incrocio della navata centrale con il transetto destro si erge la massiccia torre campanaria a pianta quadrata.
Il chiostro fu edificato nel 1268, come documenta l’iscrizione lapidea posta sulla parte nord dello stesso.

Scheda Catalogo Generale Beni Culturali
https://catalogo.beniculturali.it/detail/PhotographicHeritage/0500346907
La campagna, realizzata dal fotografo della Regia Soprintendenza ai Monumenti Giovanni Caprioli, documenta gli interventi di recupero e restauro dell’abbazia a seguito dei danni riportati per effetto del bombardamento avvenuto nel corso della prima guerra mondiale.

Progetto
Il progetto volto alla riduzione della vulnerabilità sismica si è prospettato come particolarmente delicato a fronte di determinate condizioni di partenza, quali – solo per enunciare le più significative – la dimensione del complesso abbaziale, la presenza di più corpi tra loro aggregati con forme e
strutture diverse che influenzano il cinematismo globale, lo stato di conservazione di fatto non omogeneo, etc.
Il progetto in questione mira a sperimentare una metodologia in grado di affiancare sinergicamente fin dalle prime fasi di stesura un approccio qualitativo a uno di tipo quantitativo nella ricerca delle vulnerabilità e nell’elaborazione di idonee forme di contrasto. Il primo approccio si basa sullo studio diretto della fabbrica, mediante il suo rilievo critico, l’identificazione delle diverse fasi costruttive/dissesto/trasformazione, l’individuazione di macroelementi; il secondo comprende la redazione di algoritmi e modelli di calcolo – anche con l’ausilio di prove meccaniche sui materiali – in grado di valutare la capacità del manufatto a resistere ai sismi previsti per l’area in cui sorge, sulla base dei parametri stabiliti dalle normative.

Sono state pertanto identificate diverse fasi di progetto. Una prima fase, costituita dal progetto conoscitivo dell’intero complesso, comprendente il rilievo laser-scanner, la definizione della sequenza di costruzione/dissesto/riparazione e trasformazione, con raffronto tra i risultati della ricerca storico- documentale e l’analisi stratigrafico-costruttiva integrata da opportuni saggi, il rilievo del quadro fessurativo e deformativo, etc., a cui è seguita la valutazione della sicurezza sismica (LV1- analisi qualitativa e valutazione con modelli meccanici semplificati) con individuazione e descrizione delle vulnerabilità d’insieme e dei singoli macroelementi, definendo una scala di gravità ascrivibile a di- scontinuità costruttive, danni pregressi e meccanismi attivati.

Successivamente, sulla base del progetto preliminare, delle priorità riscontrate e delle somme a di- sposizione, sono state sviluppate valutazioni di rischio LV2 su quei macroelementi o parti della co- struzione in condizioni di maggiore criticità. In sostanza, il progetto di riduzione del rischio sismico per il complesso abbaziale di Follina si è rivolto principalmente a elaborare un progetto di interven- to generale che, basandosi su un quadro conoscitivo omogeneo e sull’identificazione delle vulnera- bilità presenti, ha inteso identificare anche una priorità di azioni – il più possibile mirate e commi- surate – da compiersi. A seguito di tale elaborazione, sono stati sviluppati a livello esecutivo gli in- terventi riguardanti le condizioni che esprimono un livello di più elevata vulnerabilità, tenendo con- to dei livelli di approfondimento richiesti dalla normativa. Questa impostazione ha permesso non solo di risolvere nell’immediato le situazioni di maggiore criticità, ma soprattutto di avere un piano generale di miglioramento sismico che potrà essere sviluppato in fasi successive nelle varie parti del complesso.

Fase esecutiva
Al completamento dell’insieme delle suddette attività, e della relativa elaborazione interdisciplinare il quadro di riferimento globale delle vulnerabilità dell’intero complesso ha permesso di individuare nella componente “basilica con annesso campanile” le criticità più immediate.
In particolare, si sono evidenziate due distinte problematiche che hanno riguardato la facciata e il campanile. Nel primo caso, ossia nella facciata, si è trattato di porre riparo a meccanismi di ribalta- mento, in parte manifesti e registrati dalla lesioni presenti nella fabbrica, ma la cui valenza resta compresa nello specifico ambito della vulnerabilità a sollecitazioni dinamiche, con una fenomenolo- gia ben nota alla manualistica antisismica, che tuttavia ha avuto ragione di essere sviluppata con so- luzioni mirate alla situazione particolare indagata dalla citata strumentazione conoscitiva.

Allo scopo, si è provveduto con le seguenti operazioni:

– posa di tirantature sulle imposte delle arcate della navata, con coppia di barre Ø30 e anco- raggio esterno alla facciata a piastra sottotraccia con smontaggio e ripristino degli intonaci, e sopra i capitelli dei primi due archi, con cerchiature metalliche e bullonature di regolazione;
posa di tirantature in corrispondenza degli appoggi delle strutture di copertura, della navata centrale e delle due navate laterali, con complessive 6 linee di tiranti posti in opera per vin- colare la facciata ai setti murari longitudinali, ancoraggio esterno alla facciata a piastra sot- totraccia con smontaggio e ripri-stino degli intonaci, a piastra sottotraccia, ed interno alle strutture di copertura, con vincoli ai modiglioni di pietra ed alle murature con barre Ø20, per facilitare successivi interventi che saranno realizzati sulle falde;
– posa di 2 coppie di tiranti interni alla muratura, in barre Ø20 a contrasto dei meccanismi di collasso in atto, ancoraggio esterno alla facciata a piastra sottotraccia con smontaggio e ri- pristino degli intonaci o dei conci lapidei;
–  posa di tiranti ad L 300x300x10 sopra i quattro piani di falda, a collegare la copertura alla parte sommitale della facciata, con elementi a T antiribaltamento nelle due falde della navata centrale.

Nel secondo caso, e cioè nel campanile, gli studi approntati – e in particolare la considerazione delle vicende costruttive – che hanno dato luogo alla condizione esistente come organicamente integrata dalle modellazioni strutturali, hanno messo in luce una elevata sofferenza anche in fase statica e la conseguente necessità di provvedere in via prioritaria all’adozione di presidi migliorativi dal punto di vista statico, prevedendo altresì la realizzazione di un monitoraggio in continuo volta a restituire informazioni necessarie durante tutta l’esecuzione dei lavori riguarda. Gli interventi in corso hanno comportato la protezione degli altari e di tutte le opere d’arte non tra- sportabili, la realizzazione di importanti opere provvisionali di presidio alle operazioni di restauro strutturale, con sbadacchiature e puntellazioni lignee di aperture e nicchie dei primi due livelli, nonché dell’arco sul muro trionfale, e metalliche, di grandi dimensioni, che coinvolgono anche l’altare maggiore e la sagrestia, a contrasto trasversale dei due setti murari sui lati dell’abside. Nei medesi- mi setti è poi prevista la posa di tirantini antiespulsivi, con barre passanti e colo di materiale grosso- lano a base di calce a riempimento dei macrovuoti nel sacco murario e, ad asciugatura avvenuta, colo a saturazione di materiale più fluido. Inoltre, è previsto il consolidamento del pilastro e dell’arco in pietra dell’arco trionfale, la posa di un tirante alla base d’imposta del medesimo arco, la posa di cuciture delle lesioni con barre elicoidali e la finitura degli intonaci interessati dall’inseri- mento delle barre.

Stato di avanzamento dei lavori
I lavori riguardanti la facciata sono conclusi, mentre quelli riguardanti la base del campanile sono in corso, con conclusione prevista per la fine del mese di luglio 2023.

Per approfondire:
Pier Angelo Passolunghi, S. Maria di Follina monastero cistercense, Treviso 1984.
Giocondo Maria Todescato, Abbazia di S. Maria di Follina, Follina 1989.
Federico Burbello, Abbazia Cistercense Santa Maria Sanavalle di Follina. Storia, arte, simbologia, [Zero Branco] 2022.

Ultimo aggiornamento

22 Agosto 2023, 09:07