Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per l’area metropolitana di Venezia e le province di Βelluno, Padova e Treviso

Auronzo di Cadore (BL) – Inaugurazione dell’area del santuario romano del Monte Calvario

Viene inaugurato il 1 giugno 2021 il progetto di valorizzazione dell’area del santuario romano del Monte Calvario ad Auronzo di Cadore, realizzato dal medesimo Comune in collaborazione con la Soprintendenza, grazie al supporto finanziario della Regione del Veneto.

Data:
31 Maggio 2021

Auronzo di Cadore (BL) – Inaugurazione dell’area del santuario romano del Monte Calvario



Viene inaugurato il 1 giugno 2021 il progetto di valorizzazione dell’area del santuario romano del Monte Calvario ad Auronzo di Cadore, realizzato dal medesimo Comune in collaborazione con la Soprintendenza, grazie al supporto finanziario della Regione del Veneto. È stato possibile realizzare un percorso di accesso con fondo stabile, recuperando il tracciato di una via Crucis attestato dal XVIII sec. ed inserendo le usali “stazioni” in bronzo, ed una serie di pannelli che illustrano l’importanza del sito e danno un’idea delle strutture ritrovate, che sono state in gran parte re-interrate per regioni conservative.

Nella zona, infatti, in seguito a rinvenimenti occasionali di notevole rilevanza, a partire dal 2001 sono state eseguite varie campagne di scavo, sotto la direzione scientifica dell’allora Soprintendenza per i beni Archeologici del Veneto (che è, oggi, la scrivente Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio), da ditte specializzate con l’aiuto dei volontari del Gruppo Archeologico Cadorino, con fondi del Ministero della Cultura e di altri Enti. Gli scavi hanno portato alla luce parte delle strutture di un santuario di età romana, sorto in epoca tardo-repubblicana (I sec. a.C.) e rimasto in uso, con vari rifacimenti, fino ad epoca tardo-imperiale (almeno il IV sec. d.) ed al passaggio al culto cristiano.

Il santuario, posto alla sommità di un colle, era costituito, nella sua prima fase, solo da un recinto intorno ad un altare a cielo aperto, ma venne  poi reso monumentale da una serie di muri di terrazzamento e dalla costrizione di almeno un grande ambiente, parzialmente interrato contro il pendio.

Nel corso del progetto appena concluso è stato possibile anche aprire nuovi saggi di scavo, più a monte dei precedenti, mettendo in luce nuove strutture, la cui estensione completa e la cui funzione all’interno del complesso sono ancora da chiarire.

I reperti rinvenuti sono conservati al Museo Politematico Palazzo Corte Metto, nel centro di Auronzo di Cadore; tra essi si segnalano due spettacolari dischi votivi di lamina di bronzo, monete e fibule che sembrano indicare una frequentazione del santuario soprattutto da parte di militari che transitavano lungo il percorso stradale verso il passo di Monte Croce Comelico, a cui il santuario era probabilmente collegato da viabilità secondaria.

Ultimo aggiornamento

24 Giugno 2021, 17:45