Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per l’area metropolitana di Venezia e le province di Βelluno, Padova e Treviso

Venerdì 8 ottobre | Apertura straordinaria del Deposito della Soprintendenza a Padova, con visite guidate gratuite

In occasione di questa apertura straordinaria verrà presentata al pubblico "L'arte in frantumi - Il Patrimonio di Padova nel deposito della Soprintendenza", l'esposizione di una selezione dei reperti di maggiore pregio custoditi nel deposito.

Data:
27 Settembre 2021

Venerdì 8 ottobre | Apertura straordinaria del Deposito della Soprintendenza a Padova, con visite guidate gratuite

Nell’ambito del Piano di Valorizzazione promosso dal Ministero della Cultura, venerdì 8 ottobre 2021 la Soprintendenza rende visibile per la prima volta al pubblico, con apertura straordinaria, l’edificio già sede del Gruppo Rionale Fascista intitolato a Enrico Toti, che sorge a Padova nel quartiere Arcella, tradizionalmente adibito a luogo di conservazione di materiali archivistici e di una cospicua serie di reperti frammentari provenienti da alcuni edifici storici e da luoghi di culto della città, bombardati durante la seconda guerra mondiale o demoliti durante il secondo dopoguerra.

L’immobile, costruito in stile razionalista dall’ingegnere Gino Briani nel 1935, mantiene ancora la torretta e la distribuzione dei primitivi vani, poi modificati ma destinati in epoca fascista a stanze del dopolavoro e la più grande a spettacoli teatrali che oggi è contenitore di questa esposizione, mentre l’attiguo cortile in origine era adibito alle adunate e alle esercitazioni ginniche.

Negli anni Sessanta del secolo scorso la Soprintendenza ebbe in consegna i locali dell’edificio, destinati a ospitare i laboratori di restauro con l’officina per le operazioni di falegnameria e le attività di muratori e scalpellini, diretti dall’architetto Luigi Pavan (1921-2017), noto per il pluriennale impegno istituzionale a favore della ricostruzione e del restauro del patrimonio culturale italiano colpito dai danni di guerra e da quelli del terremoto del Friuli Venezia Giulia.

Nel deposito sono pertanto confluiti nel tempo alcuni affreschi staccati e numerosi frammenti lapidei riconducibili a monumenti funerari, paliotti, lapidi, iscrizioni e apparati scultorei di epoca eterogenea (XIV-XIX secolo), già collocati nelle chiese degli Eremitani, di San Benedetto e di San Massimo a Padova.

In occasione di questa apertura straordinaria verrà presentata al pubblico “L’arte in frantumi – Il Patrimonio di Padova nel deposito della Soprintendenza”, l’esposizione di una selezione dei reperti di maggiore pregio custoditi nel deposito.
L’apertura straordinaria è curata da Silvia Scordo, che ha reso possibile l’allestimento del deposito, mettendo in luce il recente lavoro di ricognizione, studio e catalogazione degli stessi, condotto nel 2017 da Giulio Pietrobelli.
La Soprintendenza ha provveduto a un riordino del deposito e all’attuale allestimento dei reperti, con la volontà di conservare il carattere originale dell’ambiente razionalista e esaltare l’architettura moderna attraverso un allestimento “brutale” dal materiale grezzo che modellato nello spazio si  unisce in un linguaggio visivo di vigore architettonico al “contenitore”che ha accolto i frammenti e mira a illustrarli al pubblico, mediante il supporto della documentazione fotografica storica, che svela il vissuto di taluni significativi complessi architettonici di Padova e l’importanza del patrimonio storico, artistico e culturale che – seppure ridotto in frantumi – proviene da tali edifici e ha conservato un valore inalterato fino ai giorni nostri.

L’esposizione ripercorre le operazioni di salvataggio e restauro compiute dalla Soprintendenza nel dopoguerra, tra il 1945 e il 1972, all’indomani dei bombardamenti che hanno colpito la città. La gran parte dei pezzi qui custoditi, infatti, non solo fu recuperata dalle macerie delle chiese bombardate nella Seconda guerra mondiale, ma anche tratta in salvo dagli edifici storici demoliti negli anni del boom economico per lasciare spazio a moderne palazzine.

“L’arte in frantumi” è stata pensata per dare voce a questi frammenti muti proprio all’interno di quest’architettura razionalista come contrappunto evocativo che intende “tuffare” chi guarda nel preciso contesto storico del dopoguerra, raccontando quel periodo cruciale della storia di Padova che, tra distruzione e ricostruzione, ha tramandato il patrimonio secolare della città fino ai giorni nostri.

Per approfondire il percorso di visita, è possibile scaricare gratuitamente l’allegata brochure L’arte in frantumi. Il patrimonio di Padova nel deposito della Soprintendenza.

INFORMAZIONI
Data: Venerdì 8 ottobre 2021 (ore 17.00-21.00)
Luogo di ritrovo e visita: Deposito della Soprintendenza presso l’ex casa del fascio “Enrico Toti”
Indirizzo: Via Malta n. 11 – Padova (quartiere Arcella)

L’apertura al pubblico è prevista esclusivamente mediante turni di visita di trenta minuti circa (gruppi di massimo 15 persone, con obbligo di green pass), che saranno condotti dal personale della Soprintendenza, previa prenotazione obbligatoria con partenza ai seguenti orari: 17.30; 18.15; 19.00; 19.45; 20.15

PRENOTAZIONI
Si prega di inviare la richiesta esclusivamente tramite posta elettronica a mariaangela.davi@beniculturali.it (con indicazione dei nominativi e di un recapito telefonico).

Per questioni organizzative, si pregano i partecipanti di osservare le regole del distanziamento sociale, di indossare obbligatoriamente la mascherina e di presentarsi con green pass dieci minuti prima dell’inizio di ogni turno di visita.

Ultimo aggiornamento

30 Settembre 2021, 10:01