Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per l’area metropolitana di Venezia e le province di Βelluno, Padova e Treviso

Follina (TV) – Palazzo Barberis-Rusca

Pronto intervento del 2017/2018 Messa in sicurezza dei controsoffitti decorati di due vani del piano nobile

Data:
4 Maggio 2020

Follina (TV) – Palazzo Barberis-Rusca





Il Palazzo Barberis-Rusca è un fabbricato seicentesco, prospiciente la piazza principale del paese, è un complesso seicentesco, in origine direttamente collegato alle pertinenze della abbazia di Follina da una cortina muraria di bassi edifici demolita negli anni ‘50 del secolo scorso per lasciare posto alla strada provinciale. Si tratta di un complesso edificato da Francesco Fadda nella seconda metà del Seicento, come conclusione della fabbrica di panni di sua proprietà. In seguito nel 1740 l’edificio fu acquistato dalla società Tron-Stahl, per poi essere venduta nei primi anni dell’Ottocento a Lorenzo Colles. L’edificio viene  indicato come possibile residenza del cardinal San Carlo Borromeo (1538-1584) all’epoca della commenda della limitrofa abbazia, senza conforto di fonti documentarie.

La facciata principale, coronata da una cornice a finti dentelli su cui si imposta la copertura a padiglione, è simmetrica e tripartita. Essa presenta nella parte centrale una trifora centinata accompagnata su ciascun lato da finestre ugualmente centinate coronata superiormente da una lunga cimasa modanata in aggetto tangente i tre archi a tutto sesto e sulle cui chiavi sono poste tre teste scolpite. In basso, la trifora è completata da un balcone tripartito, con balaustri continui e quattro mensole molto lavorate che sorreggono lo sbalzo modanato, il tutto in pietra. Tutto il piano nobile è segnato da una fila di aperture centinate completate anch’esse da poggioli in pietra  poco aggettanti  e delimitati superiormente da cimase sopra le quali piccole specchiature quadrate si collegano a quelle del ultimo piano sottotetto a profilo architravato e con davanzali modanati sorrette da mensoline laterali in pietra. Due comignoli simmetrici  emergono in corrispondenza dell’interasse più esterno. Al piano terra, il grande portale centrale è architravato e presenta una cornice disegnata a piccole bugne di pietra che diventano radiali alla sommità e si unisce ai mensoloni del poggiolo soprastante. Ai lati del portale si aprono due piccoli occhi ovali verticali.
Internamente, anche nei settori laterali del piano terra si ripropone una tripartizione corrispondente all’interasse più esterno, dove si aprono due piccole porte preceduta e da gradini in pietra e affiancate da finestre rettangolari chiuse da inferriate in ferro battuto. Al Piano nobile il fabbricato è caratterizzato dall’ampio salone centrale, con solaio in legno a vista “alla sansovina”, e da quattro ambienti laterali simmetrici dei quali i due laterali a sinistra configurati da controsoffitti e da fregi perimetrali posti in sommità delle murature decorati da dipinti a secco con motivi floreali e geometrici.

Nel cortile interno, con asse perpendicolare a quello del fabbricato sopra descritto, appare un’ariosa ala loggiata ed affrescata, caratterizzata da tre logge sovrapposte di cui, quella del piano terra,  comprensiva di dieci archi a sesto ribassato con pilastri rettangolari profilati con un bugnato a conci radiali, quella del piano primo, con venti arcate a tutto sesto poggianti su colonnine con base e capitello, e quella dell’ultimo livello, con dieci campate libere ed architravate, con nove colonnine poste direttamente a sostegno dello sporto  della copertura in asse con i pilastri del piano terra. Si tratta di una struttura interessante e suggestiva la cui morfologia e certamente da ricondursi all’attività manifatturiera che fino a tutto il XIX secolo ha caratterizzato il centro di Follina e il palazzo in particolare.

Oggetto del pronto intervento per motivi d’urgenza sono i controsoffitti di due stanze attigue al piano nobile, decorati con motivi floreali e geometrici eseguiti con tecnica “a secco”. Si tratta di controsoffitti in intonaco steso su strutture in incannucciato o arelle fissate mediante chiodatura direttamente alle orditure lignee dei solai. I due controsoffitti sono stati oggetto di un cedimento, localizzato lungo tutto il lato sud delle due stanze, che ne ha provocato un parziale distacco distribuito linearmente e la caduta localizzata di alcuni frammenti. In entrambi i casi inoltre è rilevabile un quadro fessurativo presente su tutta la superficie dell’intradosso dei controsoffitti che testimonia uno stato di sofferenza da risolvere con un nuovo sistema di  sostegni distribuito in modo uniforme ed efficiente. Saggi localizzati hanno permesso di comprendere che il cedimento non è di tipo strutturale, restando la prima trave del solaio parallela alla muratura sud tutt’ora nella posizione originaria e non soggetta ad alcuna dislocazione o rottura  in corrispondenza degli appoggi. Si tratta invece di una perdita di efficienza prestazionale del sistema di supporto dei controsoffitti, imputabile a rottura dei legami o ad altra causa da verificarsi a lavori avviati . Al fine di evitare la perdita di una importante componente decorata dei due ambienti, si è ristabilito il necessario collegamento intervenendo sia all’intradosso che all’estradosso del controsoffitti. Al piano superiore è stata prevista la rimozione della esistente impropria pavimentazione in lisciato cementizio, posta in opera in occasione di recenti interventi di riuso degli ambienti come sale comuni. Previa rimozione del tavolato, si è inteso così provvedere ad una revisione puntuale dall’alto di tutto il sistema di sostegno, con pulitura generale, revisione e controllo del sistema di fissaggio, completa integrazione e rifunzionalizzazione prestazionale dello stesso volta a rimuovere possibili fattori di rischio di ulteriori distacchi. All’intradosso, lungo la fascia interessata dal cedimento e in corrispondenza di sezioni soggette a dislocazioni più significative, previa pulitura, è stata prevista un’attività di consolidamento localizzato, con l’inserimento di perni di sostegno in fibra di vetro e/o acciaio inox fissati con della resina epossidica e l’esecuzione di una serie di fori con trapano manuale, pulizia degli stessi, l’iniezione di prodotto adesivo quali impasto a base di calce idraulica naturale, esente da sali, con carbonati finissimi oppure una maltina premiscelata a base di calce a basso peso specifico, previa chiusura delle fessurazioni più estese o profonde, sigillando i fori con con una stuccatura a base di grassello di calce ed inerti a filo d’intonaco. Nella stanza n. 5, posta a sud-est, in un plafone centrale, è collocato un dipinto presumibilmente un dipinto a olio su tela, proveniente da altra sede e adattato, con fissaggio diretto al controsoffitto, in merito al quale si è inteso provvedere con un distacco e, a seguito del completo restauro, con una ricollocazione del dipinto in sicurezza. Con perizia di variante del 2018 sono state realizzate alcune opere migliorative non preventivabili in sede di progetto principale, motivate dalla opportunità di porre in opera in via definitiva interventi di consolidamento strutturale dei solai altrimenti in seguito eseguibili solo a condizione di riprendere lavori già conclusi, con relativo aggravio di costi. Lo stato di degrado delle travi più vicine alla muratura d’ambito sud, non rilevabile dai saggi preliminari alla realizzazione del progetto principale, ha inoltre determinato la necessità di un consolidamento localizzato delle stesse. Tali interventi hanno pertanto riguardato l’estradosso del solaio a cui i controsoffitti in parziale distacco risultano collegati. Ne è risultata una riduzione degli interventi di finitura e di consolidamento dell’intradosso del controsoffitto che, essendo a vista, sono realizzabili senza alcun aggravio in una fase successiva.

FIGURE (cliccare per ingrandire)

Ultimo aggiornamento

24 Giugno 2021, 17:50