Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per l’area metropolitana di Venezia e le province di Βelluno, Padova e Treviso

Presentazione al pubblico del catalogo della mostra “Michele Fanoli. Dalla Venezia di Canova alla Parigi della Maison Goupil”

Mercoledì 30 giugno 2021 è stato ufficialmente presentato al pubblico, con la partecipazione delle autorità cittadine, il catalogo dell’esposizione Michele Fanoli.

Data:
1 Luglio 2021

Presentazione al pubblico del catalogo della mostra “Michele Fanoli. Dalla Venezia di Canova alla Parigi della Maison Goupil”

Mercoledì 30 giugno 2021 è stato ufficialmente presentato al pubblico, con la partecipazione delle autorità cittadine, il catalogo dell’esposizione Michele Fanoli. Dalla Venezia di Canova alla Parigi della Maison Goupil, attualmente in corso presso Palazzo Pretorio a Cittadella.

Il progetto della mostra e quello editoriale sono stati introdotti da Elena Catra, curatrice della mostra e del catalogo, presentato dalla collega Debora Tosato, intervenuta a nome della Soprintendenza, e illustrato nel dettaglio dagli autori dei contributi presenti nel volume: Antonella Bellin, Roberto De Feo, Sileno Salvagnini e la stessa Elena Catra.

La mostra, ideata in occasione delle celebrazioni per gli 800 anni della città e della sua cinta muraria e frutto di una convenzione tra il Comune di Cittadella e la Fondazione Canova Onlus di Possagno, rappresenta l’occasione per riscoprire il talento e la fortuna internazionale dell’artista (Cittadella 1807 – Milano 1876), a più di settant’anni dall’ultima rassegna a lui dedicata nel 1950.

L’esposizione ha il pregio di illustrare l’attività di Fanoli secondo un percorso cronologico e tematico, a partire dagli esordi della formazione presso l’Accademia di Belle Arti di Venezia, l’istituto che lo accoglie nel 1823 grazie a un sussidio triennale elargito dal Comune di Cittadella per interessamento di Leopoldo Cicognara, il primo a riconoscere le qualità di Fanoli.

Nel corso degli studi l’autore si eserciterà principalmente nell’attività grafica di copia dalle stampe sui modelli classici, all’epoca individuati tra le opere di Raffaello, Tiziano, Mantegna e Bellini, sulla base degli insegnamenti del pittore Teodoro Matteini, ai quali si ispira una delle opere iniziali, la figura allegorica della Gratitudine dipinta a olio su tela, di proprietà del Comune di Cittadella (fig. 1 – foto di Otium Studio), esposta all’Accademia veneziana nel 1826, secondo quanto emerso dagli studi di Antonella Bellin, che ha individuato per la prima volta datazione e corretta iconografia dell’opera.

L’artista si dedicherà alla pittura fino agli anni Trenta, realizzando opere di tema sacro, allegorico e ritrattistico, come il Ritratto di Domenico Antonio Vasti (Cittadella, Municipio – fig. 02 – foto di Edda Zonta) e la pala d’altare raffigurante la Beata Verona Giuliani nell’atto di ricevere le stigmate con tre angeli e i santi Antonio abate e Filippo Neri (Cittadella, Duomo – fig. 03 – foto della Diocesi di Padova), esposta all’Accademia nell’agosto 1832.

Nella sezione iniziale della mostra sono inoltre esposti disegni di allievi e dello stesso Fanoli (Venezia, fondo storico dell’Accademia di Belle Arti), che gli valsero i primi riconoscimenti e documentano le pratiche di studio condotte sulla statuaria antica, sul nudo e sui modelli di Antonio Canova.

Le successive sale ospitano una selezione delle litografie su grande formato realizzate da Fanoli, sciolte o raccolte in volumi, provenienti da raccolte pubbliche e da collezionisti privati (fig. 04 – foto di Otium Studio), a testimoniare la preferenza accordata dall’autore alla tecnica artistica, sulla quale si sofferma il saggio di Sileno Salvagnini, valorizzando l’attività didattica dell’autore presso l’Accademia di Brera a Milano.

Le ricerche di Roberto De Feo sono invece mirate a ricostruire gli intrecci e i rapporti tra Fanoli e gli esponenti dell’ambiente artistico e culturale veneziano dell’epoca, tra i quali si distingue per importanza la famiglia Papadopoli, che commissiona allo scultore Bartolomeo Ferrari (Marostica 1780 – Venezia 1844) sei statuette appartenenti alla serie degli Illustri Italiani, che saranno illustrate con disegni tradotti in stampe litografiche a due colori da Fanoli e commentate da Pietro Giordani, come si evince dagli esemplari esposti in mostra e dalla scultura raffigurante Galileo Galilei, appartenente alla citata serie.

Il particolare tema della fortuna dell’iconografia canoviana è indagato da Elena Catra, che approfondisce la conoscenza del ciclo delle cinque tavole litografiche dedicate alle Opere di Antonio Canova (figg. 5, 6, 7 – foto di Otium Studio), stampate tra il 1841 e il 1846 dallo stabilimento Lemercier e vendute dalla Maison Goupil a Parigi, città nella quale l’artista si era trasferito per avere a disposizione le tecniche più avanzate dell’arte litografica e accedere a un mercato internazionale.

La selezione delle opere canoviane più celebri, raggruppate in Statue gentili e amorose in un bagno, Soggetti eroici in un’arena, Ritratti in un pantheon, Tombe e mausolei in un vasto sotterraneo, e Soggetti religiosi in una chiesa, è frutto di una iniziativa di Fanoli su probabile ispirazione di Leopoldo Cicognara, che gli resterà accanto nel corso della carriera.

Per scoprire di più sulla mostra (Cittadella, Palazzo Pretorio, dal 14 maggio al 29 agosto 2021) e sulle modalità di visita:

https://michelefanoli.it/

Ultimo aggiornamento

1 Luglio 2021, 16:17