Regolamento di accesso alla sede della Soprintendenza per finalità di studio dei reperti archeologici
Si segnala che, a far data dal 01.04.2026, entra in vigore il presente Regolamento di accesso alla sede della Soprintendenza per finalità connesse allo studio dei reperti archeologici. Il regolamento nasce dall’esigenza di consentire tali attività in maniera efficace e razionalizzata, in relazione agli esigui spazi a disposizione, alle carenze di personale tecnico-scientifico preposto allo scopo e alla necessità di garantire lo svolgimento degli studi in modo compatibile con l’attività istituzionale della Soprintendenza. Il presente Regolamento prevede la formulazione di specifica istanza, mediante procedura e modulistica dettagliata qui di seguito, al fine del rilascio dell’eventuale autorizzazione di competenza.
Si segnala che, a far data dal 01.04.2026, entra in vigore il presente Regolamento di accesso alla sede della Soprintendenza per finalità connesse allo studio dei reperti archeologici.
Il regolamento nasce dall’esigenza di consentire tali attività in maniera efficace e razionalizzata, in relazione agli esigui spazi a disposizione, alle carenze di personale tecnico-scientifico preposto allo scopo e alla necessità di garantire lo svolgimento degli studi in modo compatibile con l’attività istituzionale della Soprintendenza.
Il presente Regolamento prevede la formulazione di specifica istanza, mediante procedura e modulistica dettagliata qui di seguito, al fine del rilascio dell’eventuale autorizzazione di competenza.
Studi promossi da Enti terzi
Fatte salve le disposizioni ministeriali già in essere per i concessionari di scavo, tutte le attività di studio dei reperti necessarie allo svolgimento di tesi di laurea, di specializzazione, di dottorato di ricerca e/o funzionali a progetti comunque riconducibili solo ed esclusivamente ad Enti terzi (Università, Fondazioni, Enti locali, etc) non potranno essere svolte presso la sede della Soprintendenza bensì in locali idonei messi a disposizione dal richiedente.
A fronte di specifica istanza, la Soprintendenza si riserva di valutarne i contenuti, in rapporto alle finalità e ai possibili risultati in termini di conoscenza e tutela del territorio di competenza.
Studi condotti da liberi professionisti dei beni culturali
Per quanto concerne le attività di studio condotte da liberi professionisti dei beni culturali, la Soprintendenza, qualora la richiesta sia valutata positivamente, rilascerà un’autorizzazione contenente le necessarie indicazioni circa il luogo, le modalità e le tempistiche di studio del materiale.
Procedura
1. contatto preliminare con il funzionario archeologo referente per territorio (il quale si rapporterà con il responsabile dei Depositi per le verifiche del caso e con il funzionario responsabile dell’Area Funzionale Patrimonio Archeologico)
2. richiesta di autorizzazione contenente (v. Modulo istanza):
a. identificazione dello scavo archeologico d’interesse (Comune, località, via ed eventuale sigla di scavo, laddove disponibile)
b. descrizione del progetto e finalità di studio
c. indicazioni relative ai reperti oggetto di studio (per cronologia e/o tipologia)
d. quantificazione del numero di casse del materiale richiesto
e. dichiarazione di impegno al trasporto, con mezzi e oneri propri, da e per i depositi della Soprintendenza
f. dichiarazione circa la disponibilità di idonei spazi di conservazione dei materiali oggetto delle ricerche (solo per Enti terzi)
Ultimo aggiornamento
31 Marzo 2026, 11:06
SOPRINTENDENZA ARCHEOLOGIA, BELLE ARTI E PAESAGGIO PER LE PROVINCE DI PADOVA, TREVISO E BELLUNO